La Grecia ha ospitato BLUE DEAL Capitalisation Lab coinvolgendo più di 40 imprese e organizzazioni

Il 3 e 4 marzo, la Grecia ha ospitato on-line il primo evento di capitalizzazione  del progetto europeo BLUE DEAL. Lo scopo principale di questo evento, organizzato dal CRES, è stato quello di presentare le linee guida per la pianificazione dei progetti BE tenendo conto dei parametri tecnici, ambientali e sociali.

Durante il primo giorno, è stata lanciata la creazione di alleanze regionali e transnazionali basate sui suddetti principi, che aiuteranno la promozione e la diffusione della Blue Energy (BE) nel Mar Mediterraneo.

In particolare, il consorzio BLUE DEAL guidato dall'Università di Siena con 12 partner provenienti da 6 paesi del Mediterraneo  ha identificato tutti i parametri tecnici e amministrativi critici per la diffusione della BE e ha sviluppato alcuni risultati significativi.

L'energia rinnovabile marina, conosciuta anche come Blue Energy, che comprende tutte le energie rinnovabili derivate dai mari e dagli oceani, è una fonte di energia pulita e può giocare un ruolo importante nel sostenere l'area del Mediterraneo a raggiungere i suoi obiettivi di transizione energetica, generare crescita economica e posti di lavoro, migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e aumentare la competitività attraverso l'innovazione tecnologica.

Il Mar Mediterraneo ha un alto potenziale per l'energia eolica offshore (per lo più galleggiante), un buon potenziale per l'energia del moto ondoso, e una diffusa disponibilità per l'utilizzo dei gradienti termici e salini, mentre alcuni paesi del Mediterraneo hanno un buon potenziale localizzato di energia delle maree.

Un quadro normativo e legale di sostegno è necessario per garantire che l'energia BE faccia parte dei futuri piani energetici nazionali e locali. Gli strumenti normativi esistenti in cui il BE può essere integrato includono: la pianificazione dello spazio marittimo, la gestione integrata delle zone costiere, e i piani energetici nazionali/regionali/locali.

Per uno sfruttamento di successo della BE, le autorità nazionali e locali devono impegnarsi con tutte le parti interessate, comprese le organizzazioni ambientali, il turismo, la pesca e il settore marittimo, così come le comunità locali che dovrebbero prendere parte attiva nel processo decisionale anche in un’ottica di partenariato diffuso.

Il secondo giorno è stato incentrato sulle soluzioni innovative presentate dalle oltre 30 aziende che hanno partecipato all'azione di Open Innovation Challenge: 12 sfide che hanno ottenuto 80 risposte da aziende provenienti da tutta Europa.

Durante tutta la mattinata, 25 di queste aziende hanno spiegato ai membri della giuria e al pubblico come risolvere le sfide utilizzando le loro diverse tecnologie e servizi.

Le diverse entità delle giurie dei diversi paesi coinvolti hanno avuto l'opportunità di fare domande e chiarire alcuni concetti sulle proposte. Nei prossimi giorni le giurie locali si riuniranno per scegliere i 3 finalisti di ogni Open Innovation Challenge che competeranno nella finale al Business Forum di Valencia.

Questa sessione ha anche permesso alle aziende di fare rete e scoprire le tecnologie e i dispositivi sviluppati da altre aziende.

Infine, tutti i partecipanti sono stati invitati a partecipare al prossimo Business Forum del progetto che si terrà a Valencia dal 23 al 25 marzo, che potrà essere seguito anche in diretta sui social network e sulla piattaforma BLUE DEAL


BLUE DEAL è un progetto europeo composto da 12 partner di 6 paesi mediterranei e cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dallo Strumento di Assistenza Preadesione, con un budget di 2,8 milioni di euro.

 

Per maggiori informazioni:

https://blue-deal.interreg-med.eu/

bluedeal@unisi.it

 

Personale di riferimento: 
Maria Vittoria Struglia