40 anni di attività di ICP Materials
L'ENEA ha contribuito ad una pubblicazione che celebra i 40 anni di attività di ICP Materials, gruppo di lavoro scientifico internazionale nell'ambito della Convenzione UNECE sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lungo raggio (LRTAP).
L’articolo “Corrosion and Soiling in the 21st Century: Insights from ICP Materials and Impact on Cultural Heritage”[1] celebra i 40 anni di attività di ICP Materials, gruppo di lavoro scientifico internazionale nell'ambito della Convenzione UNECE sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lungo raggio (LRTAP). Viene presentato un set di dati unico sugli effetti dell'inquinamento atmosferico su materiali calcarei, metalli e vetro e l’impatto sui materiali che costituiscono il patrimonio monumentale storico e culturale (UNESCO), con particolare attenzione a quelli ottenuti dopo l'inizio del secolo. Tali dati sono ottenuti attraverso una rete di siti geograficamente diversificata, che ha consentito lo sviluppo e la convalida delle funzioni dose-risposta elaborate per comprendere il deterioramento dei materiali, influenzare le politiche di mitigazione e fornire dati cruciali per la conservazione del patrimonio culturale in tutto il mondo. ENEA è responsabile dei siti di esposizione in Italia: Roma ISS, ENEA Casaccia, Milano Pascal ARPA Lombardia e Mestre ARPA Veneto (quest’ultimo dismesso nel 2021).
L’ENEA ha contribuito alle attività di questi 40 anni con i suoi ricercatori (Stefan Doytchinov, Augusto Screpanti, Giovanni Leggeri, Pasquale Spezzano, Teresa M.G. La Torretta) che si sono susseguiti negli anni come co-chair di ICP Materials focalizzando il loro intervento nella produzione di mappe della valutazione dei danni dovuti agli inquinanti atmosferici sul patrimonio culturale UNESCO nonché la stima dei relativi costi di restauro, concentrandosi su casi studio, con la redazione ad oggi di 13 report UNESCO. Le valutazioni di impatto sono state calcolate sulla base delle funzioni dose risposta elaborate all’interno del gruppo di lavoro di ICP Materials. I valori di concentrazione degli inquinanti atmosferici e i dati metereologici sono estratti da modelli di qualità dell’aria e/o da reti locali di monitoraggio. I beni culturali studiati risultano generalmente meno impattati dall'inquinamento atmosferico nei Paesi del Nord Europa. Al contrario, nei Paesi mediterranei gli effetti dell'inquinamento atmosferico sui materiali dei monumenti storico-artistici appaiono più severi. Una stima più realistica degli effetti dannosi sui monumenti del patrimonio dovuti agli inquinanti atmosferici e del relativo costo della riparazione del danno ha richiesto modelli ad alta risoluzione spaziale fino alla scala urbana: il rischio del danno per il patrimonio culturale dovuto all’inquinamento resta alto poiché la maggior parte dei monumenti e degli edifici storici sono situati in aree urbane ad alta densità abitativa e circondati da strade trafficate. Il soiling, ovvero la deposizione e l’accumulo di particolato sulle superfici esposte dei monumenti, crea una patina che ne cambia le proprietà ottiche, riducendo il godimento dell’effetto estetico. Tale fenomeno sta diventando preponderante sulla corrosione, influendo in modo pesante economicamente non solo sui costi di restauro e pulizia, ma anche sull’industria del turismo.
I costi per la manutenzione dei siti storici sono ingenti e, a seconda dei livelli di inquinamento atmosferico e delle condizioni climatiche dei diversi monumenti, il costo attribuibile all'inquinamento atmosferico è stato stimato tra il 40% e l'80% del costo totale di mantenimento dei monumenti.

