Tavoli di lavoro per le imprese - Progetto LANDFEED
Oltre 60 imprese si sono riunite a Ecomed Green Expo per definire una filiera circolare e sostenibile dei residui organici nella produzione di biofertilizzanti
Si sono conclusi con un bilancio ampiamente positivo i tavoli di lavoro di Stakeholder Engagement e Simbiosi Industriale promossi nell’ambito del progetto Horizon Europe LANDFEED. L’iniziativa, svoltasi durante l’edizione di ECOMED Green Expo 2026, è stata coordinata attraverso la Struttura di Ricerca Congiunta ENEA e Università di Catania (SRC), ed ha visto la partecipazione attiva di oltre 60 realtà industriali.
Dopo l’apertura dei lavori da parte di Confindustria, il prof. Giuseppe Mancini docente di impianti chimici e responsabile del progetto LANDFEED per l’Università di Catania, ha presentato le diverse applicazioni in corso nei paesi europei coinvolti, descrivendo le tecnologie e le formulazioni di biofertilizzanti previste. Il prof. Mancini ha poi effettuato un focus sul caso pilota per l’Italia, sviluppato in Sicilia, che punta a integrare fanghi di depurazione, digestati e scarti agroindustriali insieme ad una risorsa unica del nostro territorio: le ceneri vulcaniche dell'Etna.
A seguire l’ing. Antonella Luciano, prima ricercatrice ENEA, ha descritto le modalità di coinvolgimento partecipativo attraverso i tavoli di lavoro indicando alle aziende le potenzialità e le regole di svolgimento dell’incontro operativo.
Il cuore dell’evento è stato il confronto diretto tra tutti gli attori della filiera agro-industriale per la valorizzazione dei molteplici residui: dalle aziende produttrici di residui organici e fanghi ai fornitori di tecnologie, passando dai produttori di fertilizzanti e dagli esperti di logistica, fino a coinvolgere gli utilizzatori finali ovvero le aziende agricole che chiudono il cerchio. Hanno inoltre supportato i lavori dei tavoli i docenti e ricercatori Giorgio Testa, Alessandro Corinzia e Antonella Iurato del Di3A - apportando le necessarie competenze agronomiche, i docenti, e ricercatrici del DIEEI Luigi Gurreri, Chiara dell’Aquila, Giulia Recupero ed Irene Calanni Rindina - con le indispensabili competenze biotecnologiche, e le ricercatrici ENEA Antonella Luciano Emanuela De Marco e Tiziana Beltrani con la importante esperienza sulla simbiosi industriale.
Tutti questi attori, nella loro varietà e competenza, hanno trasformato i tavoli di lavoro in un unico laboratorio di simbiosi industriale.
L'obiettivo, per quanto ambizioso, diviene così a portata di mano: trasformare fanghi di depurazione, digestati, scarti agroindustriali e ceneri dell’Etna in prodotti biobased ad alto valore aggiunto, garantendo una gestione dei rifiuti che sia al contempo tracciabile, competitiva e molto più sostenibile.
“L’interesse dimostrato da tutte le imprese partecipanti, oltre 60, in questa forma di partecipazione attiva, scambio di conoscenze e analisi critica degli elementi indispensabili per la formazione della filiera completa, testimonia l’esigenza di cambiare la metodica di coinvolgimento delle aziende rendendole protagoniste fin dal primo momento” ha dichiarato Giuseppe Mancini (Università di Catania).
Antonella Luciano ha sottolineato: "Con LANDFEED non stiamo solo studiando nuove tecnologie, stiamo costruendo ponti. La simbiosi industriale richiede prima di tutto fiducia e connessione tra i diversi attori. I tavoli di oggi sono il primo passo fondamentale per una filiera dei biofertilizzanti che sia tecnicamente solida e giuridicamente sicura perché sarà composta da imprese competenti, innovatrici e protagoniste nel territorio, in stretta connessione tra loro”.
Con l'imminente fase di validazione in campo, LANDFEED si appresta a tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti: maggiore competitività per le aziende siciliane e una drastica riduzione dell'impatto ambientale legato alla gestione di rifiuti e residui. Un traguardo che vede l'Università di Catania e ENEA insieme in prima linea nel disegnare il futuro circolare dell'isola.
Informazioni su LANDFEED Il progetto LANDFEED (www.landfeed.eu) è un progetto di ricerca finanziato da Horizon Europe focalizzato sulla valorizzazione dei residui organici per la produzione di biofertilizzanti. Grazie alla collaborazione tra ENEA e Università di Catania, il progetto promuove l'innovazione tecnologica e la sostenibilità nell'economia circolare.

