Granchio blu: ENEA testa metodo rapido per estrarre chitina
Uno studio condotto da ENEA, in collaborazione con l’Università della Calabria, ha dimostrato che è possibile estrarre chitina di alta qualità dai carapaci del granchio blu in modo rapido e sostenibile. Il risultato è stato ottenuto grazie a un pretrattamento termico che facilita la rimozione dei minerali (carbonati e fosfati inorganici), riduce l’impiego di sostanze chimiche e tempi di lavorazione e aumenta resa e qualità del prodotto finale.
Uno studio condotto da ENEA, in collaborazione con l’Università della Calabria, ha dimostrato che è possibile estrarre chitina di alta qualità dai carapaci del granchio blu in modo rapido e sostenibile. Il risultato è stato ottenuto grazie a un pretrattamento termico che facilita la rimozione dei minerali (carbonati e fosfati inorganici), riduce l’impiego di sostanze chimiche e tempi di lavorazione e aumenta resa e qualità del prodotto finale. Questo approccio, descritto in un articolo sulla rivista International Journal of Biological Macromolecules[1], apre nuove prospettive per il riutilizzo dei sottoprodotti dell’industria ittica e contribuisce allo sviluppo di modelli produttivi sostenibili in linea con i principi dell’economia circolare.
Questa ricerca si inserisce in un filone sull’estrazione della chitina da crostacei e insetti, avviato da alcuni anni dal laboratorio ENEA di Bioeconomia circolare rigenerativa per ridurre l’impiego di reagenti chimici e mantenere standard elevati di qualità e quantità.
Per maggiori informazioni: ENEAinforma del 30 luglio 2026

