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Bio-reef stampati in 3D: a Lerici parte la sfida per rigenerare il mare

Nella baia di Santa Teresa a Lerici, ENEA ha installato tre innovativi bio-reef stampati in 3D, realizzati con gusci di mitili e cemento ecocompatibile. L’iniziativa mira al ripopolamento dell’ostrica piatta e alla rigenerazione degli ecosistemi marini, valorizzando materiali di scarto secondo i principi di economia circolare.

Operatore sub vicino a un bio-reef

Un altro passo verso la rigenerazione degli ecosistemi marini arriva dalla Liguria, dove ENEA ha posizionato tre nuovi bio-reef sul fondale della baia di Santa Teresa, nel territorio di Lerici. Si tratta di strutture stampate in 3D, progettate per favorire il ritorno dell’ostrica piatta (Ostrea edulis), specie chiave per l’equilibrio dell’ecosistema grazie alla sua capacità filtrante.

I reef sono realizzati con una innovativa miscela composta per il 40% da gusci di mitili, recuperati come sottoprodotto della molluschicoltura, e cemento biocompatibile a basso contenuto di clinker (una componente base del cemento), specificamente sviluppato per ambienti marini. Questo approccio consente di ridurre l’impatto ambientale legato all’estrazione di materie prime, trasformando uno scarto in risorsa e limitando il conferimento in discarica.

L’iniziativa rientra nel progetto RAISE, dedicato allo sviluppo di soluzioni basate sulla natura per il recupero degli habitat degradati, ed è frutto della collaborazione tra istituzioni scientifiche, enti locali e operatori del settore. Tra i partner scientifici coinvolti figurano, oltre ad ENEA, l’Università di Bologna, Universidad de Cantabria e Fundación Leonardo Torres Quevedo. L’attività è stata condotta in collaborazione con la Cooperativa di Mitilicoltori Associati, il Comune di Lerici e la Scuola di Mare.

Le operazioni di posa sono state rese possibili grazie al supporto dei palombari del COMSUBIN e al coordinamento degli enti e autorità locali, tra cui il Comune di Lerici, l’Autorità Portuale, la Marina Militare, la Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto della Spezia.

Grazie alla stampa 3D, i manufatti presentano geometrie ottimizzate per favorire l’insediamento degli organismi marini, aumentando la biodiversità e creando nuovi rifugi per diverse specie. L’elevato contenuto di carbonato di calcio nei gusci rende inoltre le strutture particolarmente attrattive per le ostriche, facilitando la formazione di nuovi reef naturali.

Con questi tre nuovi moduli, salgono a cinque i prototipi installati nella zona, trasformando progressivamente il fondale in un laboratorio a cielo aperto per la rigenerazione marina. L’area interessata è stata inoltre sottoposta a tutela, con il divieto di ancoraggio e ormeggio, per proteggere le nuove installazioni e favorire il successo del progetto.

L’intervento si inserisce nella piattaforma Smart Bay S. Teresa, un modello di cooperazione tra ricerca, istituzioni e territorio che punta a coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

L’esperimento ligure rappresenta così un esempio concreto di come economia circolare e tecnologie avanzate possano contribuire al ripristino degli ecosistemi marini, offrendo una possibile soluzione replicabile anche in altre aree costiere.

Personale di riferimento: 
A cura di: 
Ivo Rossetti
Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2026