Riduzione inquinanti aria: l’Italia verso gli obiettivi 2030 in uno studio modellistico ENEA

Uno studio ENEA, pubblicato sulla rivista scientifica “Atmosphere”, ha valutato l’efficacia delle politiche e delle misure introdotte dall’attuale Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico del Ministero della Transizione Ecologica, mostrando che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti dall’Unione europea al 2030 per biossido di zolfo, ossidi di azoto, PM2.5, Composti Organici Volatili Non Metanici e ammoniaca, porterà benefici in termini di salute (-50% di decessi rispetto al 2010) ed economici (33 miliardi di euro risparmiati rispetto allo stesso anno). 
Secondo l’analisi svolta dal team dell’Agenzia, al 2030 la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo sarà trainata da alcuni comparti, in particolare quello marittimo (-89% rispetto ai valori del 2010) e della produzione di energia (-59%). È previsto un forte calo anche per le emissioni degli ossidi di azoto, soprattutto nel settore del trasporto su strada (-74%) e della generazione elettrica (-46%). Sul fronte del PM2.5, il settore che fornirà il maggiore contributo in termini di abbattimento delle emissioni di particolato ultrafine è il settore civile (-46%) che continuerà a mantenere il primato per tali emissioni al 2030. L’ammoniaca rimane l’inquinante con le riduzioni più basse (-9% rispetto ai valori del 2010), un risultato ottenuto soprattutto grazie al minore impiego di fertilizzanti a base di urea nel settore agricolo e delle emissioni zootecniche.
Sul fronte della salute pubblica, l’adozione di politiche e misure di qualità dell’aria, con interventi nei settori energetico, civile, agricolo e della mobilità, potrebbe portare ad una drastica riduzione della mortalità causata da patologie aggravate o sviluppate per effetto dell’inquinamento dell’aria. In particolare, il calo delle concentrazioni di biossido di azoto potrebbe portare a una riduzione della mortalità rispetto al 2010 del 93% (793 casi rispetto agli 11.769 stimati nel 2010), a seguire il PM2.5 con il 41% di decessi in meno (34.666 casi rispetto ai 58.867 del 2010) e l’ozono (O3) con il 36% di morti evitate (1.725 casi rispetto 2.692 del 2010). Secondo le simulazioni per PM2.5, al 2030 i decessi dovrebbero scendere a 4,43 casi ogni 10 mila abitanti rispetto ai 7,25 del 2010 e la riduzione più significativa, a livello regionale, si verificherebbe soprattutto nella Pianura Padana e nelle aree urbane di Firenze, Roma e Napoli.
Sul fronte economico, la studio ENEA ha quantificato in circa 33 miliardi di euro il risparmio complessivo per l’Italia, pari al 2% del PIL 2010, anno di riferimento dello studio. A guidare la classifica è la Lombardia con 13,6 miliardi di euro risparmiati, a seguire Lazio (4,4 miliardi), Veneto (3,2 miliardi) ed Emilia-Romagna (2,9 miliardi).
Il lavoro è stato condotto con il sistema “MINNI” (Modello Integrato Nazionale a supporto della Negoziazione Internazionale sui temi dell’inquinamento atmosferico ), una suite di strumenti sviluppata dall’ENEA con le società Arianet e IIASA (International Institute for Applied Systems Analysis) per conto del Ministero della Transizione Ecologica. In questo studio, “MINNI” è stato implementato con simulazioni annuali “AMS” complete per il caso base 2010 e alimentato dalle emissioni 2030 prodotte con il modello GAINS-Italia in due diversi scenari (2030 “With Measures”, corrispondente allo scenario tendenziale e 2030 “With Additional Measures”, lo scenario di policy), per ottenere campi di concentrazione di NO2, PM2.5 e O3 a risoluzione di 4 km, utilizzati per la successiva valutazione dell’impatto sulla salute e dei costi.
Ne hanno parlato, fra gli altri, Repubblica, La Stampa e Il Messaggero.

Reference personnel: 
Antonio Piersanti
Ilaria D'Elia