Dall’orto nell’armadio alla grande distribuzione: ENEA a Collega-Menti 2026
Il Laboratorio Agricoltura 4.0 ha partecipato all'incontro “Dall’orto nell’armadio alla grande distribuzione” del 4 ottobre 2026 nell'ambito del festival della divulgazione Collega-Menti 2026.
Dalla coltivazione domestica alle filiere della grande distribuzione, passando per genetica, agricoltura indoor e nuove tecnologie: questi i temi al centro dell’incontro “Dall’orto nell’armadio alla grande distribuzione”, svoltosi il 4 ottobre 2026 a Udine nell’ambito del festival della divulgazione Collega-Menti 2026.
All’appuntamento, ospitato presso la Fondazione Friuli e moderato dalla giornalista Chiara Dalmasso, ha partecipato Luca Nardi, agronomo e ricercatore della Divisione AGROS - Laboratorio Agricoltura 4.0, insieme a Michele Morgante, docente di Genetica dell’Università di Udine, e Fabrizio Cicero, Direttore vendite affiliati e Direttore Despar Friuli Venezia Giulia. L’incontro ha affrontato le sfide della produzione agricola e della sostenibilità della filiera agroalimentare, mettendo in relazione ricerca scientifica, innovazione produttiva e bisogni dei consumatori.
Nel suo intervento, Fabrizio Cicero ha illustrato come la grande distribuzione organizzata stia evolvendo per rispondere a una domanda sempre più attenta alla qualità, alla sostenibilità e alla tracciabilità del cibo. L’innovazione nella Grande Distribuzione Orgaizzata (GDO) riguarda non soltanto l’offerta di prodotti, ma anche la ricerca di modelli organizzativi e di filiera capaci di ridurre gli sprechi, valorizzare le produzioni territoriali e rendere più efficiente il rapporto tra produzione, distribuzione e consumo.
Michele Morgante ha proposto una panoramica sul contributo del miglioramento genetico all’agricoltura moderna. Dalle tecniche di selezione convenzionale alle più recenti tecnologie di editing genomico, il miglioramento varietale può contribuire ad accrescere le rese, la qualità dei prodotti, la tolleranza agli stress ambientali e la resistenza ai patogeni. Un insieme di strumenti che, se integrato con pratiche agronomiche sostenibili e una gestione responsabile delle risorse, può rafforzare la resilienza dei sistemi produttivi.
Luca Nardi ha illustrato le attività di ENEA nel campo dell’agricoltura in ambiente controllato, evidenziando il ruolo delle tecnologie indoor sia per le applicazioni urbane sia per quelle agrospaziali. L’intervento ha approfondito le soluzioni oggi disponibili per coltivare in ambienti ad elevato controllo: sistemi idroponici, illuminazione artificiale a LED, climatizzazione, sensoristica, automazione, gestione digitale dei dati e robotica. Queste tecnologie consentono di monitorare e regolare in modo integrato parametri come luce, temperatura, umidità, concentrazione di nutrienti e consumo idrico, con l’obiettivo di ottimizzare la produzione e limitare l’impiego di risorse. Il percorso presentato è partito dai piccoli sistemi di coltivazione domestica — i cosiddetti “orti nell’armadio” — per arrivare alle container farm e alle vertical farm. Si tratta di modelli applicabili in contesti diversi, accomunati dalla necessità di produrre alimenti freschi e di qualità in spazi limitati, anche in aree urbane, isolate o caratterizzate da condizioni ambientali sfavorevoli.
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati alcuni progetti e dimostratori sviluppati o seguiti da ENEA, tra cui ortodomestici, le container farm (progetti CHEF, MIG, MICROx2) gli orti spaziali (HortSpace e Greencube), oltre all’orto realizzato presso la base artica italiana di Concordia in Antartide. Queste esperienze mostrano come l’agricoltura in ambiente controllato possa diventare una piattaforma di innovazione per diversi ambiti: produzione urbana di prossimità, sicurezza alimentare, riduzione della dipendenza dalle condizioni climatiche esterne e sviluppo di sistemi di supporto alla vita per missioni spaziali e habitat estremi.
