Gli studenti della BEST Rome partecipano alla giornata formativa dedicata alla valorizzazione di matrici complesse in ottica di economia circolare

Casaccia, 4 ottobre 2019 - Il Laboratorio Tecnologie per il Riuso, il Riciclo, il Recupero e la valorizzazione di Rifiuti e Materiali (T4RM) ha ospitato oggi presso la sede di Casaccia un gruppo di studenti della BEST Rome (Board of European Students of Technology).

BEST è un’organizzazione no-profit presente in tutta Europa ed è composta da studenti di Facoltà scientifico-tecnologiche; l’obiettivo dell’organizzazione è favorire il collegamento tra il mondo dell’Università e quello delle aziende. BEST Rome, in particolare, è presente a Roma presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” dal 1994 ed offre i suoi servizi a più di 15.000 studenti.

La giornata è stata aperta con il seminario Circular economy: from waste to resource tenutosi nel Centro Ricerche Casaccia, che ha visto la partecipazione del direttore del nodo SUD del’ EIT Raw Materials, che ha illustrato le principali iniziative dell’ISTITUTO EUROPEO nei settori dell’innovazione, dell’istruzione e dello sviluppo dell'imprenditorialità.

Sono state illustrate inoltre agli studenti le attività che l’ENEA svolge per supportare la transizione verso i modelli economici sostenibili propri dell’economia circolare con la partecipazione della Sezione supporto al coordinamento delle attività sull'economia circolare (SEC).
Sono state quindi presentate  le attività del gruppo di ricerca del laboratorio T4RM  che si occupa dello sviluppo di processi eco-innovativi per il recupero di materie prime di importante valore aggiunto, strategiche o a rischio di approvvigionamento da prodotti complessi a fine vita come, ad esempio: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), ceneri, fanghi, nel quadro delle strategie e iniziative europee sull'uso efficiente delle risorse.

Nella seconda parte della mattinata attraverso un percorso didattico sono stati presentati diversi casi studio relativi a matrici di origine industriale e urbana. Gli studenti hanno compreso che la presenza di differenti specie chimiche in differenti concentrazioni rende necessario utilizzare tecniche molto selettive, quali quelle idrometallurgiche,  per la separazione e la purificazione delle sostanze contenute in tali matrici.

Gli studenti hanno inoltre appreso che la sostenibilità dei processi di recupero è realizzabile solo valorizzando il maggior numero di materiali in termini di quantità e varietà secondo un approccio metodologico che vede l’intero rifiuto come risorsa.

È risultato chiaro che i processi di trattamento messi a punto in laboratorio, prima di essere applicati nell’industria devono essere verificati in impianti realizzati in scala pre-industriale come l’impianto dimostrativo ROMEO (Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy).

Gli studenti hanno avuto l’opportunità di visitare questo impianto e quindi di toccare con mano le difficoltà che si devono affrontare e risolvere quando si deve allestire un processo di recupero e riciclo di materiali da matrici complesse a partire dallo smontaggio per arrivare fino al trattamento di fumi e reflui.

Gli studenti, estremamente eterogenei per provenienza e background, hanno dimostrato grande interesse per la tematica, partecipando attivamente al confronto attraverso osservazioni, quesiti e curiosità.

 

 

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