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Eventi di stress termico e ondate di calore a Roma in anni recenti

Un recente studio propone un approccio innovativo per la valutazione di eventi di caldo estremo basato su un indice bioclimatico specifico per la regione mediterranea, il Mediterranean Outdoor Comfort Index (MOCI), che tiene conto di variabili meteorologiche aggiuntive rispetto alla temperatura dell’aria e di fattori personali. Tale approccio è stato applicato alla città di Roma in anni recenti al fine di confrontare “eventi di stress termico outdoor” individuati sulla base dei livelli di MOCI e ondate di calore individuate sulla base della sola temperatura. I risultati hanno evidenziato che la soglia di temperatura dell'aria sottostima lo stress fisiologico umano rivelando aspetti sempre più critici e dando spunti per nuove strategie chiave per stabilire condizioni outdoor sicure per le attività lavorative e ricreative.

Grafici stress calore Roma

Lo studio, svolto dalla ricercatrice ENEA Serena Falasca del Laboratorio Modelli e Servizi Climatici in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e Serco Italia S.p.A., presenta l’applicazione di un approccio innovativo nella definizione di eventi di caldo estremo basata sull’indice bioclimatico Mediterranean Outdoor[1]

Comfort Index (MOCI), specifico per l’area mediterranea. Le potenzialità di questo approccio sono legate al fatto che il MOCI tiene conto di molteplici variabili meteo (temperatura, velocità del vento, radiazione solare, umidità) e fattori personali (ad esempio, il vestiario) per quantificare il livello di (dis)comfort umano all'aperto e individuare quelli che vengono qui nominati “eventi di stress termico outdoor”. A fini esplorativi, tale metodo è stato applicato alla città di Roma per gli anni 2018-2023 utilizzando il dataset fornito dalla stazione meteo Boncompagni di ARPA Lazio e gli eventi individuati sono stati confrontati in termini di numero, durata e frequenza con le ondate di calore identificate sulla base della temperatura. Inoltre, la contincency table è stata utilizzata per quantificare la sovrapposizione tra gli eventi di stress termico outdoor e di ondata di calore ed esaminare quindi l'efficacia del MOCI e della temperatura dell'aria come parametri di riferimento per la valutazione delle condizioni di stress termico all'aperto. I risultati hanno dimostrato che il numero di giorni all'anno in cui le persone sperimentano condizioni di stress termico outdoor è superiore a quello delle ondate di calore, confermando che la temperatura dell'aria non è sufficiente per identificare le condizioni di disagio termico delle persone. Infatti, le sensazioni di disagio da caldo percepite dagli esseri umani sono legate ad altre grandezze oltre alla temperatura, quali l'umidità relativa, l'intensità del vento, la radiazione solare e le condizioni personali, che dovrebbero essere incluse nell'identificazione delle condizioni termiche pericolose. Le condizioni climatiche classificate come severe da un indice multivariabile come il MOCI sono cruciali in quanto possono avere conseguenze sia sulla salute umana sia sulle abitudini di vita quotidiane di una popolazione, sebbene da un punto di vista puramente climatico tendano a sovrastimare il verificarsi delle ondate di calore. Studi come questo mettono in luce la necessità di ampliare il concetto di ondate di calore oltre la sola temperatura e allo stesso tempo di affrontare le problematiche connesse al caldo estremo anche da un punto di vista socioeconomico.

Maggiori informazioni sono presenti nel comunicato pubblicato su ENEAinform@ del 21 maggio 2026.


Bibliografia

Reference personnel: 
A cura di: 
Gaia Righini
Ultimo aggiornamento: 5 June 2026